La Storia dietro la storia

Il Quarantotto Pavese

Franz e Adam Eugens, Gli Austriaci muovono da Pavia il 20 marzo 1848.

I primi mesi del 1848 furono turbolenti anche a Pavia. Ai primi di gennaio gli studenti dell’Alma Università, capeggiati da un giovane Benedetto Cairoli, seguirono l’esempio milanese inscenando uno sciopero del fumo. La situazione si fece rapidamente tesa – o, per meglio dire, non era mai stata altrimenti: studenti, polizia e soldati si scontrarono quasi ogni giorno in Strada Nuova e nei dintorni – ma pare si trattasse per lo più di zuffe. La situazione si fece più tesa in febbraio quando, al giungere delle notizie di supposte insurrezioni in Sicilia, gli animi s’inasprirono.

Le fonti dell’epoca sono incerte, lacunose e contraddittorie. Alcune parlano di una dozzina di morti – le cosiddette “stragi pavesi” -

Zaccaria Re, Facciata dell'Università di Pavia (particolare)

mentre altre ridimensionano il conto delle vittime ad alcuni  feriti, due dei quali morti in seguito, forse per complicazioni o setticemia.

Quel che è certo è che l’Alma Università fu chiusa il 12 febbraio, vi furono alcuni arresti e molti studenti lasciarono Pavia, svuotando i celebri collegi – il Ghislieri e il Borromeo. Molti di questi fuggiaschi, compreso Benedetto Cairoli, si recarono a Milano, dove avrebbero avuto un ruolo non trascurabile nelle ormai prossime Cinque Giornate.

Questa situazione e l’incertezza dei documenti offrivano la migliore delle situazioni per un romanzo storico: la certezza di fatti drammatici e significativi, unita a una consistente libertà di manovra.

L’Alma Università

Con la sua scuola di retorica e diritto documentata almeno dal IX Secolo, l’Università di Pavia può senz’altro contendere a Bologna e a Parigi il titolo di più antica università d’Europa. Fiorente e prestigiosa fino al XVI secolo, l’Università conobbe una lunga decadenza dopo l’assedio di Pavia del 1525 e per tutto il periodo della dominazione spagnola. Furono Maria Teresa e Giuseppe II a ridare lustro all’istituzione, e a favorire lo sviluppo della Scuola anatomica pavese. Nel 1848, all’inizio de Gl’Insorti di Strada Nuova, l’Alma Università era un fiorente centro di studi medici, giuridici e letterari, e annoverava tra i suoi ex alumni e docenti nomi illustri come Vincenzo Monti, Cesare Beccaria, Ugo Foscolo, Alessandro Volta e Carlo Goldoni.

Le Figure Storiche

Accanto ai personaggi fittizi che popolano la Pavia del romanzo, si muovono alcune figure storiche.

Benedetto Cairoli – il primo dei cinque celebri fratelli, patriota, garibaldino, esule, poi deputato e Presidente del Consiglio nell’Italia unita. Nel Quarantotto pavese è un laureando in Legge e uno dei capi della ribellione studentesca.

 

 

  Adelaide Cairoli Bono, la madre di Benedetto – non ancor nota come la Cornelia d’Italia, per aver dato quattro dei suoi cinque figli maschi alla causa risorgimentale.

 

 

 

Ludwig (Lajos) von Benedek – non ancora feldmaresciallo, il comandante austriaco della piazza di Pavia nel 1848 – con una guarnigione di 1200 uomini ai suoi ordini: due squadroni di Ulani, un battaglione di linea e sei pezzi.

Carlo Sguazzardi, commissario di polizia.

Mons. Luigi Tosi, vescovo di Pavia, consigliere di stato, giansenista potenziale e (incidentalmente) consigliere spirituale  di Manzoni.

Agostino Reale, giurista e professore di diritto civile austriaco all’Università di Pavia – solidale con gli studenti ribelli.

Per saperne di più

Nonostante Gl’Insorti di Strada Nuova, per la sua natura singolare, abbia richiesto ricerche meno dettagliate e approfondite di quelle per un romanzo storico tradizionale, una bibliografia completa del materiale letto, utilizzato e consultato sarebbe irragionevolmente lunga.  Mi limito a suggerire alcune letture che, per essere procurate, potrebbero richiedere un po’ di pazienza e un prestito interbibliotecario:

- Mino Milani, Storia Avventurosa di Pavia, Pavia, 1999. In particolare il III Volume.

- Pietro Vaccari, Storia dell’Università di Pavia, Pavia, 1957.

- Franco Fucci, Radetzky a Milano, Milano, 1997.

- Ennio di Nolfo, Storia del Risorgimento e dell’Unità d’Italia, Milano, 1960

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